Convegno ecclesiale
 

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Abita la terra e vivi con fede

Testimoniamo e annunciamo l'amore di Dio per l'uomo



I Convegni, formula riuscita

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pubblicato lunedì 5 marzo 2012



Ho seguito attraverso L'Azione le prime due fasi del Convegno diocesano "Abita la terra e vivi con fede". Ho ripensato più volte alla celebrazione dei precedenti tre convegni ai quali, a vario titolo, ho attivamente partecipato. Il ricordo di quegli eventi resta vivo in me: li considero doni provvidenziali di Dio per la Chiesa di San Tiziano. Il convenire insieme ci ha fatto gustare il nostro essere la Chiesa del Signore Gesù, sempre presente con il suo popolo.

 

1977 - Evangelizzazione e promozione umana

L'idea del primo convegno diocesano, celebrato a Vittorio Veneto nei giorni 27, 28 e 29 dicembre 1977, ci venne in mente a seguito del convegno nazionale su "Evangelizzazione e promozione umana", al quale avevamo partecipato con una nostra delegazione nel novembre dell'anno precedente, a Roma.

Era una fase storica quella di allora, che aveva conosciuto all'interno della Chiesa in Italia l'esplosione della contestazione e di tensioni forti, anche a seguito del referendum sulla legge che aveva introdotto il divorzio. C'erano state prese di posizione che avevano lasciato aperte ferite profonde nel corpo ecclesiale, con la nascita dei cosiddetti "cattolici del dissenso", che avevano avuto le manifestazioni più clamorose nel rifiuto della comunione ecclesiale da parte di intere "comunità di base" e nella costituzione di gruppi aspramente critici verso gli orientamenti pastorali della gerarchia. Su un fronte opposto c'era un irrigidimento verso il "nuovo", caratterizzato da una certa resistenza ad accogliere coraggiosamente il Concilio. Questo atteggiamento si manifestava nella paura del dialogo con gli "altri" e nel rimpianto del "monolitismo politico" dei cattolici. Anche la nostra Chiesa vittoriese non era stata esente dallo sperimentare al suo interno alcune di queste tensioni. Ci sentivamo un poco "frastornati". Avvertivamo il bisogno di avviare un superamento di queste tensioni, riaffermando alcune certezze della fede, ma con l'intento di procedere sulla strada della comunione e partecipazione, tutti insieme, speditamente, attenti a studiare i segni dei tempi e a trarne le doverose conseguenze pastorali. Eravamo consapevoli che occorreva recuperare il "buon senso" che sa cercare, con equilibrio, le ragionevoli mediazioni. Ci fu di aiuto la fiducia che ci concesse il nostro vescovo di allora, monsignor Antonio Cunial, e il contributo illuminante e incoraggiante del vescovo di Perugia, monsignor Cesare Pagani. Il convegno fu vissuto in fraternità, franchezza e forte laboriosità da parte dei 1.241 partecipanti: 982 convegnisti e 259 uditori. Uno dei frutti più belli di quel primo convegno fu la costituzione della Caritas diocesana con le sue articolazioni a livello parrocchiale.

 

1985 - Riconciliazione cristiana e comunità degli uomini

Nel dicembre del 1985 ci fu il secondo convegno diocesano "Riconciliazione cristiana e comunità degli uomini". Fu un evento che, in certo senso, superò le aspettative. Per la verità, ciò che favorì la sintonia tra gli oltre 1.200 convegnisti fu il lungo lavoro di preparazione organizzato e condotto con linearità e coerenza. Ad avviare poi l'attuazione delle conclusioni pastorali maturate in quell'assemblea furono i successivi Piani pastorali diocesani e la visita pastorale del vescovo, monsignor Eugenio Ravignani.

 

Il convegno del 1996 e l'esperienza a Pordenone

E quasi come una logica prosecuzione dei due precedenti e del convegno triveneto di Aquileia, nel dicembre del 1996 venne effettuato il terzo convegno diocesano pochi giorni prima dell'annuncio della nomina di monsignor Ravignani a vescovo di Trieste.

L'eredità preziosa dei convegni ecclesiali vittoriesi mi ha spinto ad esportarne l'esperienza anche in diocesi di Concordia-Pordenone, n ella quale, come vescovo, nel dicembre 2005 ebbi la gioia di presiedere il primo Convegno della sua storia, dal titolo "Chiesa di Concordia-Pordenone, rendi ragione della tua speranza". Sono convinto che la formula dei convegni ecclesiali, come via italiana all'attuazione del Concilio Vaticano II, risponda molto meglio di quella dei sinodi diocesani, alle necessità pastorali delle nostre Chiese. Facilita maggiormente la comprensione del nostro essere Chiesa-Popolo di Dio, nella varietà e nella comunione dei molteplici carismi e dei ministeri.

Esprimo l'auspicio che la fase conclusiva del Convegno "Abita la terra e vivi con fede" sia vissuto da tutti nella Chiesa vittoriese con questo spirito e ci sia interesse e fiduciosa disponibilità, come si attende giustamente il nostro carissimo vescovo Corrado.

mons. Ovidio Poletto

 

 

(da L'Azione, del 4/3/2012)






 
 
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