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Emergenza sanitaria: disposizioni per la Diocesi valevoli fino al 13 aprile

(news del 09/03/2020)

Pubblichiamo qui di seguito le indicazioni valevoli per tutte le parrocchie della diocesi di Vittorio Veneto, emanate domenica 8 marzo dal vescovo Corrado e in vigore in un primo tempo sino alle ore 24:00 di venerdì 3 aprile, e poi di fatto prorogate fino al 13 aprile, anche alla luce di quanto comunicato il 1° aprile.

 

A seguito di quanto stabilito con Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri dell’8 marzo 2020, fino alle ore 24.00 di venerdì 3 lunedì 13 aprile 2020, in comunione con i Vescovi della Conferenza Episcopale Triveneto, per la Diocesi di Vittorio Veneto dispongo quanto segue:

  1. Evitare sempre ogni assembramento di persone, e rispettare sempre il criterio di garantire non meno di un metro di distanza fra le persone, ai sensi dell’Allegato 1 lettera d) del Decreto;
  2. Si possono tenere aperti i luoghi di culto, senza organizzarvi alcun tipo di celebrazione religiosa e a condizione di adottare misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, tenuto conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, e tali da garantire la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro di cui al n. 1; si mantengano senza acqua benedetta le acquasantiere;
  3. Essendo sospese tutte le celebrazioni religiose aperte al pubblico (S. Messe, feriali e festive; sacramenti, inclusi battesimi, prime comunioni e cresime; sacramentali, liturgie e pie devozioni, quali ad esempio la Via Crucis), comprese quelle funebri:
    1. nell’impossibilità di adempiere al precetto festivo, ai sensi del can. 1248 § 2, i fedeli dedichino un tempo conveniente all’ascolto della Parola di Dio, alla preghiera e alla carità; possono essere d’aiuto anche le celebrazioni trasmesse tramite radio, televisione e in “streaming”, nonché i sussidi offerti dalle Diocesi;
    2. nell’impossibilità di ogni celebrazione esequiale, è consentita la sola benedizione della salma in cimitero, in occasione della sepoltura o all’obitorio prima della cremazione, rispettando le condizioni di cui al n. 1;
    3. i battesimi e i matrimoni sono consentiti senza solennità, a condizione che si chiuda il luogo della celebrazione, presenti i soli padrini/testimoni, rispettando le condizioni di cui al n. 1;
    4. il sacramento della penitenza può essere celebrato nella sola forma del “Rito per la riconciliazione dei singoli penitenti”, rispettando le condizioni di cui al n. 1;
  4. Sospendere gli incontri del catechismo nonché le attività formative e ludiche di patronati e oratori, incluse le uscite, i ritiri e quant’altro (come per le scuole);
  5. I centri parrocchiali, gli oratori e i patronati delle nostre parrocchie in provincia di Treviso e Venezia rimangano chiusi;
  6. Per le attività delle società e associazioni sportive e per i bar ci si attenga esattamente a quanto stabilito dal Decreto (si vedano, in particolare, l’art. 1.1 lettere d, g n, o per le Province di Treviso e Venezia; l’art. 2.1 lettera g per le altre Province);
  7. Sospendere feste, sagre parrocchiali, concerti, serate culturali, rappresentazioni teatrali, proiezioni cinematografiche e quant’altro;
  8. Le lezioni dei Seminari, degli Studentati Teologici, degli istituti e facoltà ecclesiastici sono sospese (come per le università);
  9. Sono chiusi i musei, le biblioteche, gli archivi e gli altri istituti e luoghi della cultura;
  10. Si sospenda la visita per la benedizione annuale delle famiglie; rimane invece possibile visitare i malati gravi per offrire loro conforto spirituale e, se del caso, l’unzione degli infermi e il viatico.
  11. Le attività caritative possono continuare solo alle seguenti condizioni:
    1. I centri d’ascolto e gli altri servizi di Caritas diocesane e parrocchiali e realtà affini: garantendo le condizioni stabilite al n. 1;
    2. Le mense dei poveri: garantendo le condizioni di cui al n. 1, altrimenti distribuendo cestini con i pasti che non potranno però essere consumati all’interno delle strutture;

Si confida che anche questo tempo diventi occasione propizia per accrescere in tutti l’impegno pastorale e civico, il senso di carità e solidarietà tra le persone e le comunità, e si esprime riconoscenza a tutti coloro che sono più direttamente coinvolti nell’aiutarci ad affrontare l’attuale emergenza.

+ Corrado Pizziolo, vescovo


(Categorie: Vescovo, Presbiterio, Coordinamento, Sanità)segnalato da Servizio Informatico



 
 
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