Centro Missionario Diocesano
 

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Veglia per i Missionari Martiri

Venerd́ 28 Marzo 2008
Col San Martino, ore 20.30



Un momento della Veglia Un momento della Veglia Un momento della Veglia
Un momento della Veglia Un momento della Veglia


Come il chicco morto produce frutto

di Federico Citron

Non sono stati uccisi per la loro fede. Ma ugualmente la nostra diocesi ha voluto ricordare due suoi figli ritornati al Padre nel 2007, Onesta Carpenè e don Tarcisio Bertacco, nel corso della Veglia di preghiera in memoria dei missionari martiri. Onesta e don Tarcisio - ha spiegato il vescovo Corrado - hanno percorso la strada della radicalità e della definitività del dono della propria vita al Signore. Hanno seguito le orme di Gesù, il vero missionario martire, mandato per comunicare l'amore del Padre mediante il dono della sua vita.

La Veglia è stata celebrata venerdì scorso, 28 marzo, nella chiesa parrocchiale di Col San Martino. L'ha aperta il Vescovo portando la Croce avvolta in un drappo rosso accompagnato da un calice contenente del vino. Quel vino - segno del sangue versato dai martiri per far crescere il seme del Vangelo - è stato poi irrorato dal Vescovo sopra un lembo di terra su cui tutti i partecipanti alla Veglia avevano interrato un seme. I missionari martiri sono il chicco di grano caduto in terra che muore producendo molto frutto. Sullo stesso lembo di terra sono stati piantati 21 fiori e spighe in memoria dei 21 martiri del 2007, ricordati uno ad uno. Tra loro sacerdoti, religiose e religiosi ma anche diversi laici. L'Iraq è il Paese in cui i cattolici hanno versato il maggior tributo di sangue.

Le figure di Onesta e don Tarcisio sono state ricordate con due video realizzati dall'Ufficio missionario. Gli autori hanno ricostruito la vita dei due missionari attraverso foto, testimonianze e filmati anche inediti. Ne è risultato un lavoro interessante e di qualità, che offre un ritratto vivo, a tratti commovente, di Onesta e don Tarcisio. Due cristiani che hanno fatta propria la Parola di Gesù così messa in poesia da padre Turoldo:

"Essere grano nascosto nel solco,
perché morendo ad ogni egoismo
maturi spighe ricolme di vita".

Una Parola che vale per ciascun credente.



(da L'Azione, n. 16 del 06/04/2008)




 
 
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