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Messe, meno ma più vive

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pubblicato lunedì 21 novembre 2011


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Diminuisce seriamente il numero di sacerdoti e aumenta la loro età media. Diminuisce il numero di persone che frequentano la Messa domenicale (stime realistiche parlano del 18-20 per cento). Inevitabile che si ponga il problema della celebrazione delle Messe. Che, attenzione, non è un problema "quantitativo", o perlomeno non lo è principalmente. Certo, l'assottigliamento tra le fila del clero costringe a una inevitabile riduzione del numero delle Messe. Ma il punto focale è un altro: "l'assemblea eucaristica domenicale è punto cruciale per la riqualificazione della domenica come giorno della comunità cristiana", per dirla con padre Enzo Bianchi. Perciò "la qualità dell'assemblea domenicale ha a che fare con la qualità stessa della vita della Chiesa nel mondo e con la configurazione del suo volto nella storia". Da qui la necessità di prestare sempre più attenzione alla qualità celebrativa dell'eucaristia domenicale e tendere a una reale "partecipazione piena e attiva di tutto il popolo di Dio" alla stessa eucaristia, come insegna il Concilio. Con il padre Bianchi, che sarà ospite del prossimo Convegno diocesano, ci chiediamo: "Quale comunità esprime l'assemblea domenicale? Quale comunità raduna? Quale modello di vita rappresenta l'assemblea domenicale per la vita della Chiesa?".

Ecco allora che si comprende come la questione non sia numerica, ma di sostanza, di qualità, poiché l'abitudine di moltiplicare le Messe festive (e pre-festive) riduce di fatto "la partecipazione all'assemblea domenicale a bisogno individuale da soddisfare, contribuendo allo sfilacciamento del tessuto comunitario".

Interrogati da questa nuova realtà, il Vescovo e il Consiglio presbiterale hanno redatto un documento sulla celebrazione delle Messe: "Riflessioni e indicazioni pastorali del Vescovo con il Consiglio presbiterale sulla celebrazione delle sante Messe" (questo il testo). Benché contenga delle indicazioni pastorali concrete non dobbiamo ridurlo a un "regolamento". Piuttosto è un prezioso aiuto per meglio vivere la domenica come giorno dell'assemblea e giorno dell'eucaristia. Perché - e questo alla fine è ciò che importa - non c'è domenica senza assemblea, non c'è domenica senza eucaristia.

Il vescovo Corrado sta incontrando i parroci nelle dodici foranie per presentare loro questo documento. Le riflessioni e le indicazioni pastorali lì contenute costituiscono la rielaborazione di un testo del 1993, redatto dal Consiglio presbiterale, che non fu mai pubblicato. Quel testo viene ora riproposto, opportunamente rielaborato alla luce delle nuove situazioni, in particolare l'avvio delle Unità Pastorali.

 

Indicazioni per le Messe

La Messa deve sempre prevedere una buona animazione, una distribuzione di compiti e servizi (lettori, ministranti, animatori del canto...), preparazione dell'ambiente e l'organizzazione seria e serena dei ministeri: per questo tra una Messa e l'altra deve passare almeno un'ora e mezza.

Il numero delle Messe domenicali non venga più deciso da ogni singola parrocchia, ma concordato a livello di Unità Pastorale e nel quadro dell'intera forania.

Il numero delle Messe deve essere proporzionale agli abitanti della parrocchia. Sotto ai mille abitanti si preveda una sola Messa, preferibilmente la domenica, tra mille e duemila non più di due Messe; dai duemila in su si può arrivare a quattro, compresa quella della vigilia. Questa indicazione non va intesa in modo rigido: è un criterio di riferimento per le sempre più frequenti situazioni in cui i preti si trovano di fronte a richieste di celebrazioni che superano le loro possibilità.

Nelle città con più parrocchie, considerata la maggior facilità di spostamento dei fedeli, si studi una distribuzione di Messe in ore sfalsate nelle chiese vicine.

La celebrazione dei matrimoni di domenica presenta diverse difficoltà pastorali e per questo sembra opportuno scoraggiarla: nel caso, il matrimonio sia celebrato nella Messa di orario, inserendo la celebrazione nel contesto della vita parrocchiale.

Le Messe richieste da associazioni ecclesiali, movimenti, gruppi di preghiera... convergano possibilmente nella Messa parrocchiale o siano trasferite in altri giorni della settimana.

Non vengano celebrate altre Messe fuori degli orari stabiliti, in occasione di feste civili, raduni di gruppi di tipo socio-culturale o altre circostanze: si inviti chi avanza tale richiesta a partecipare alla Messa con gli altri fedeli.

Durante il periodo estivo è opportuno ridurre il numero delle Messe, soprattutto di quelle meno frequentate, concordando l'orario con le parrocchie vicine.

La Messa della vigilia, atta a favorire la partecipazione di chi è impossibilitato la domenica, va programmata solamente là dove è pastoralmente necessario. Comunque non venga celebrata prima delle 16.

In caso di emergenza, nell'impossibilità di sostituzioni improvvise del celebrante, in accordo con l'Ordinario, si può ricorrere alla celebrazione della liturgia della Parola, con la distribuzione della comunione, presieduta da un diacono o da un ministro straordinario della comunione, convenientemente preparato.

Negli oratori o nelle cappelle rurali, di domenica non si celebri mai l'Eucaristia, se non in casi di eccezionale importanza: se lo si fa, si sospenda una Messa nella chiesa parrocchiale per favorire comunque l'unità della comunità.

 

 

(da L'Azione, n. 47 del 20/11/2011)






 
 
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