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Rinnovare gli organismi per rinnovare la pastorale

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pubblicato mercoledì 30 dicembre 2015



Ho ancora vivo nella mente e nel cuore l’appello che papa Francesco fece a Firenze il 10 novembre in occasione del Convegno ecclesiale nazionale.

Verso la fine del suo appassionato intervento nella cattedrale di Santa Maria del Fiore si pose una domanda: «Ma allora – direte voi – che cosa il Papa vuole da noi?». E Francesco rispose: «Vi chiedo che in ogni comunità, in ogni parrocchia e istituzione, in ogni diocesi e circoscrizione, in ogni regione, cercate di avviare, in modo sinodale, un approfondimento della “Evangelii gaudium”, per trarre da essa criteri pratici e per attuare le sue disposizioni, specialmente sulle tre o quattro priorità che avrete individuato in questo convegno».

In queste settimane nelle nostre parrocchie si sta realizzando il rinnovo degli organismi di partecipazione, soprattutto dei consigli pastorali parrocchiali.

Nuove persone entreranno nei consigli per vivere insieme la corresponsabilità per il servizio del vangelo nel nostro territorio.

Rileggendo in questi giorni l’esortazione apostolica “Evangelii gaudium” ho trovato tre pensieri che possono essere di aiuto per comprendere meglio il compito e l’obiettivo del nostro servizio pastorale. Penso sia utile farli conoscere a tutti.

Un primo pensiero

Riguarda la necessità di rinnovare missionariamente la pastorale ordinaria. Così scrive papa Francesco: “Sogno una scelta missionaria capace di trasformare ogni cosa, perché le consuetudini, gli stili, gli orari, il linguaggio e ogni struttura ecclesiale diventino un canale adeguato per l’evangelizzazione del mondo attuale, più che per l’autopreservazione. La riforma delle strutture, che esige la conversione pastorale, si può intendere solo in questo senso: fare in modo che esse diventino tutte più missionarie, che la pastorale ordinaria in tutte le sue istanze sia più espansiva e aperta, che ponga gli agenti pastorali in costante atteggiamento di ‘uscita’ e favorisca così la risposta positiva di tutti coloro ai quali Gesù offre la sua amicizia”. (EG 27).

Un secondo pensiero

Riguarda l’identità della parrocchia.

Così papa Francesco: “La parrocchia non è una struttura caduca; se è capace di riformarsi e adattarsi costantemente, continuerà ad essere “la Chiesa stessa che vive in mezzo alle case dei suoi figli e delle sue figlie”. Questo suppone che realmente stia in contatto con le famiglie e con la vita del popolo e non diventi una struttura prolissa separata dalla gente o un gruppo di eletti che guardano a se stessi. La parrocchia è presenza ecclesiale nel territorio, ambito dell’ascolto della Parola, della crescita della vita cristiana, del dialogo, dell’annuncio, della carità generosa, dell’adorazione e della celebrazione.

Attraverso tutte le sue attività, la parrocchia incoraggia e forma i suoi membri perché siano agenti dell’evangelizzazione.

È comunità di comunità, santuario dove gli assetati vanno a bere per continuare a camminare, e centro di costante invio missionario. Però dobbiamo riconoscere che l’appello alla revisione e al rinnovamento delle parrocchie non ha ancora dato sufficienti frutti perché siano ancora più vicine alla gente, e siano ambiti di comunione viva e di partecipazione, e si orientino completamente verso la missione”. (EG 28)

Un terzo pensiero

Ha come argomento la testimonianza della comunione. “Il mondo è lacerato dalle guerre e dalla violenza, o ferito da un diffuso individualismo che divide gli esseri umani e li pone l’uno contro l’altro ad inseguire il proprio benessere. Ai cristiani di tutte le comunità del mondo desidero chiedere specialmente una testimonianza di comunione fraterna che diventi attraente e luminosa. Che tutti possano ammirare come vi prendete cura gli uni degli altri, come vi incoraggiate mutuamente e come vi accompagnate”. (EG 99).

È proprio da augurarsi che i nuovi consigli pastorali siano il luogo dove si fa esperienza di vera fraternità e si maturano scelte pastorali di una “Chiesa in uscita”.

don Martino Zagonel

 

da L'Azione del 13 dicembre 2015






 
 
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