Il Vescovo
 

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La Parola del Vescovo


Cari fratelli e sorelle,

desidero raggiungervi in questi giorni santi, con il mio più sincero augurio di un buon Natale. Anche quest'anno abbiamo la grazia di celebrare con gioia e riconoscenza il mistero dell'incarnazione del Figlio eterno di Dio. È un evento che continua a suscitare stupore e, insieme, gioia e gratitudine: Dio si è fatto come noi; si è fatto bambino com'è stato ciascuno di noi, per condividere la nostra vita umana e strapparla alla solitudine, all'inutilità e al non-senso.

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La domenica di Cristo Re, ultima dell'anno liturgico, vede, tradizionalmente, la celebrazione della Giornata per il Seminario diocesano.

È una giornata che ci impegna tutti, in primo luogo, alla preghiera per le vocazioni al sacerdozio e per la perseveranza di coloro che sono chiamati.

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Il vescovo Corrado ha scritto una lettera ai fidanzati della Diocesi, con l'intento di "incontrarli", ascoltare le loro necessità, ed essere vicino al loro cammino. Le sottolineature proposte nella lettera ci aiutino a riflettere sull'importanza fondamentale del prezioso periodo del fidanzamento: tempo di grazia che va valorizzato e vissuto in pienezza.

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[NB: la stessa omelia è stata poi riproposta negli incontri di preghiera foraniali del 15 settembre]

«Filippo, prendendo la parola e partendo da quel passo della Scrittura, annunciò a lui Gesù».

È il racconto di un annuncio... di un primo annuncio. Ed è Filippo (uno dei sette diaconi) che lo compie. Rifugiatosi in Samaria a causa della persecuzione che infieriva a Gerusalemme, inizia a predicare ottenendo ampi consensi. Ora viene raggiunto da un ordine perentorio: «Àlzati e va' verso il mezzogiorno, sulla strada che scende da Gerusalemme a Gaza; essa è deserta».

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Fratelli, il suono gioioso delle campane che erano rimaste mute nei giorni di venerdì e di sabato, ci ha risvegliato questa mattina ricordandoci l'annuncio pasquale: «Cristo è risorto dai morti... facciamo festa nel Signore! Questo è il giorno che ha fatto il Signore: rallegriamoci in esso ed esultiamo».

La liturgia della Parola di questo giorno richiama con forza la nostra realtà di testimoni del Risorto: celebrare la Pasqua infatti è anzitutto essere raggiunti da un annuncio gioioso e inatteso (quello che abbiamo ricordato), ma immediatamente è anche un farsene testimoni e annunciatori.

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23/05/2011

Veglia Pasquale

Fratelli e sorelle, nel cuore di questa santa veglia pasquale abbiamo sentito risuonare il grande annuncio che l'evangelista mette sulle labbra dell'angelo: Gesù, il Crocifisso, è risorto! (cfr. Mt 28,5-6).

È questa la 'notizia' più bella: l'unica notizia veramente 'buona' di cui abbiamo assoluta necessità di ascoltare; per vivere, per sperare, per continuare ad amare.

La risurrezione è la parola definitiva di Dio riguardo al Figlio suo Gesù.

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23/05/2011

Venerdì Santo

«Ecco il mio servo avrà successo, sarà onorato, esaltato e innalzato grandemente» (Is 52,13). Sono queste le prime parole che sentiamo risuonare nella liturgia della Passione del Venerdì santo. Fin dal primo momento ci viene presentata la prospettiva dell'evento che oggi celebriamo: facciamo memoria della morte del Signore ma nella prospettiva luminosa della sua vittoria sul peccato e sulla morte stessa.

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Riviviamo oggi l'Ultima cena del Signore Gesù, uno dei momenti più intensi e commoventi di tutta la vita di Gesù.

Due gesti in forte contrasto emergono nel contesto così umanamente intenso di quella cena, due gesti che rivelano in modo sorprendente la profondità dell'amore di Cristo: il tradimento di Giuda e il dono che Gesù fa di se stesso ai suoi.

Il tradimento ("consegna") di Gesù da parte di uno dei dodici non è una semplice azione malvagia dell'uomo.

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C'è anzitutto una ragione pratico/pastorale che spiega questa lunga lettura evangelica che abbiamo ascoltato: il fedele che non potesse partecipare alle celebrazioni del giovedì e venerdì santo rischierebbe di non ascoltare mai la narrazione delle ultime ore della vita di Gesù. Più profondamente, tuttavia, vi è una motivazione spirituale più profonda, ed è quella che tende a coinvolgere maggiormente l'uditore della Parola proprio

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"Ecco, io vengo per fare, o Dio, la tua volontà".

Sono le parole del salmo 39 che abbiamo recitato tra le letture e che l'autore della lettera agli Ebrei mette sulla bocca di Cristo.

Ed aggiunge: «Ed è proprio per quella volontà che noi siamo stati santificati, per mezzo dell'offerta del corpo di Gesù Cristo, fatta una volta per sempre».

Quale volontà? Certo quella del Padre alla quale Gesù aderisce; ma, insieme è anche la volontà di Gesù, quella con cui egli fa totalmente sua la volontà del Padre.

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Un anno fa in una fredda, ma luminosissima domenica di marzo, abbiamo solennemente dichiarato aperto il grande giubileo per i 500 anni dell'apparizione della Beata Vergine avvenuta proprio in questo luogo. Simbolicamente abbiamo aperto le porte del Santuario come per dire che chiunque avrebbe trovato qui accoglienza da parte della Vergine...

Giunti alla conclusione dell'anno giubilare, possiamo veramente dire che è stato un anno di grazia.

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Il Mercoledì delle Ceneri è come la porta che introduce nella Quaresima.

Proprio per questo i testi liturgici di questo giorno delineano, sinteticamente, l'intera fisionomia del tempo quaresimale. La Chiesa, fin dall'inizio di questo importante tempo liturgico, si preoccupa di mostrarci quale debba essere l'orientamento del nostro spirito, e ci suggerisce quali sono i mezzi per percorrere con decisione e coraggio, illuminati già dalla luce del Mistero pasquale, il singolare itinerario spirituale che stiamo iniziando.

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Chi ci separerà dall'amore di Cristo?
lo sono persuaso che nulla (neanche la morte) potrà mai separarci dall'amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore.

Fratelli, è proprio questa la certezza della nostra speranza: essa fa affidamento non in qualche risorsa umana...non in qualche requisito rintracciabile nella nostra natura, ma unicamente nella potenza dell'amore di Dio in Gesù Cristo.

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«Certa è questa parola: Se moriamo con lui, vivremo anche con lui; se con lui perseveriamo, con lui anche regneremo».

Le parole dell'apostolo Paolo ribadiscono la certezza della nostra fede. È una certezza, appunto, di fede e di speranza. Una certezza cioè che si basa sulla fiducia nella parola di Gesù: «Questa è la volontà di colui che mi ha mandato, che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma lo risusciti nell'ultimo giorno» Una certezza che si basa sulla speranza nella sua promessa: «Chiunque vede il Figlio e crede in lui avrà la vita eterna; io lo risusciterò nell'ultimo giorno».

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Educare alla pienezza della vita. È il titolo di questa veglia di preghiera e, prima ancora, del messaggio della Conferenza Episcopale a tutta la Chiesa italiana.

Cosa comporta questo "Educare alla pienezza della vita"? Comporta di sostenere e far crescere, a partire dalle nuove generazioni, una cultura della vita.

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Carissimi fratelli e sorelle,
desidero raggiungervi nelle vostre famiglie e nelle vostre parrocchie per rivolgere a ciascuno di voi il mio più sincero augurio di una Santa Pasqua.
L'annuncio festoso della risurrezione del Signore Gesù che risuona nella liturgia di questi giorni santi porti luce, speranza e gioia nella vostra vita, nelle situazioni concrete che ognuno di voi sta attraversando.

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Carissimi confratelli e fedeli tutti, la santa Chiesa celebra in questa liturgia del Giovedì Santo, «la memoria annuale del giorno in cui Cristo Signore comunicò agli apostoli e a noi il suo sacerdozio»

Così ci verrà ricordato fra poco, prima di essere invitati a rinnovare le promesse fatte al momento della nostra ordinazione presbiterale.

È un appuntamento annuale che ci vede raccolti insieme davanti al Signore

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La traccia della catechesi quaresimale tenuta dal Vescovo in diverse zone della Diocesi, sul tema "Chiamati alla testimonianza coraggiosa nella Chiesa e nella società". Come negli scorsi anni, anche quest'anno ci aiuta a metterci in sintonia con gli Orientamenti pastorali che guidano il cammino della nostra Diocesi.

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Carissimi sacerdoti, diaconi, consacrati e consacrate, fedeli laici,

mentre insieme con tutta la Chiesa ci stiamo preparando alla celebrazione della santa Pasqua, nelle nostre Diocesi del Triveneto si intensifica la preparazione all'incontro con il Papa Benedetto XVI che si svolgerà, come sapete, sabato 7 e domenica 8 maggio.

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Il Vescovo Corrado ci invita ad intensificare la preghiera per il Papa, perché questa sua visita nella nostra terra incoraggi, sostenga e confermi la nostra fede e la nostra testimonianza. Possiamo farlo sia aggiungendo un'intenzione nella preghiera universale della S. Messa domenicale o con la preghiera appositamente preparata e qui riportata.

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Il fidanzamento è un'esperienza umana... non è qualcosa riservato ai battezzati... È di tutti. Questa esperienza però può essere interpretata in modi diversi.

Può essere interpretata senza vedere niente altro che un intreccio di sentimenti che (appunto come fanno i sentimenti) vanno e vengono, senza nessun altro significato... Sono frutto degli sbalzi ormonali delle nostre ghiandole e quindi (alla fin fine) di una serie di reazioni chimiche. Nulla di più di questo.

Può invece essere interpretata come una vicenda che si colloca dentro ad una storia... più ancora: dentro ad un progetto... Un progetto che, prima ancora di essere il nostro, è quello di Dio.

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Un modo concreto per venire incontro all'esigenza di formazione richiesta alla Chiesa da tanti cristiani che hanno scelto di impegnarsi nel servizio concreto della politica. Questo il significato degli incontri che, per il terzo anno, il vescovo Corrado sta tenendo con gli amministratori pubblici del territorio diocesano. Un ritrovarsi non per ascoltare dal Vescovo proposte e soluzioni tecniche e operative ma per confrontarsi «sui valori e i criteri che la dottrina sociale della Chiesa offre per affrontare tali problematiche».

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Carissimi sacerdoti e fedeli,
siamo giunti ormai quasi alla conclusione del santo Giubileo mariano per i 500 anni dall'apparizione della Beata Vergine a Motta di Livenza.
È stato certamente un anno di grazia per tantissime persone che si sono recate sia personalmente sia in gruppo al santuario di Motta.

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La ricorrenza dei vent'anni di inizio della missione diocesana in Ciad costituisce per tutta la nostra diocesi un momento di memoria e di ringraziamento.

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Cari fedeli,

come vostro Vescovo vi do notizia di una lettera dei Vescovi del Triveneto nella quale annunciamo la convocazione di un Convegno di tutte le Diocesi della nostra regione ad Aquileia, nei giorni 13-15 aprile 2012.

Si tratta del secondo convegno che si svolgerà ad Aquileia, luogo dal quale è partita l'evangelizzazione delle nostre terre. Il primo è stato celebrato nel [...] (continua)

Cari fedeli,


     noi Vescovi delle 15 Diocesi del Triveneto ci rivolgiamo a tutte le Comunità parrocchiali e a tutte le aggregazioni di fedeli di questo territorio del Nordest, dunque a voi presbiteri, diaconi, laici e religiosi/e, con sincero affetto in Cristo, augurandovi abbondanza di grazia e di pace.


Nell'Eucaristia che celebriamo nel giorno del Signore, lo Spirito Santo ci unisce nella comunione intima con Cristo e tra di [...] (continua)

31/08/2010

Una nota dei Vescovi del Triveneto sulla Prima Comunione ai ragazzi

di Conferenza Episcopale del Triveneto

Un'occasione per ricordare il pontefice veneto S. Pio X - "uomo buono ma insieme fermo e risoluto nel promuovere il rinnovamento della vita ecclesiale" - e richiamare "il valore decisivo dell'iniziazione cristiana dei ragazzi, soprattutto in questo tempo segnato da un accelerato processo di secolarizzazione e di indifferenza religiosa": con quest'intento i Vescovi della Conferenza Episcopale Triveneto - nella riunione del 1° giugno scorso a Zelarino (Venezia) - [...] (continua)

1. Il senso di una coincidenza

La celebrazione di S. Tiziano cade, quest'anno, a pochissimi giorni dal 50° anniversario dell'ingresso nella nostra Diocesi di mons. Albino Luciani, avvenuta l'11 gennaio 1959.

Mons. Luciani era stato consacrato vescovo 15 giorni prima, il 27 dicembre 1958. Papa Giovanni XXIII che l'aveva scelto e chiamato all'episcopato nominandolo Vescovo di Vittorio Veneto, aveva voluto essere lui stesso a consacrarlo (insieme a sette altri nuovi [...] (continua)




 
 
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