Apertura del giubileo per il V centenario delle apparizioni

Apertura del giubileo per il V centenario delle apparizioni

Basilica di Motta di Livenza, domenica 7 marzo 2010

Oggi è davvero un giorno degno di essere ricordato: iniziamo un anno giubilare, singolarmente importante. Un Giubileo che pochi santuari al mondo possono vantare: 500 anni dall’apparizione della Vergine qui a Motta di Livenza, ad un semplice e pio contadino Giovanni Cigana.

1) La celebrazione di un Giubileo è anzitutto occasione di gratitudine e di ringraziamento. Il Giubileo infatti rinvia ad un evento di cui fare memoria… memoria riconoscente: l’evento appunto dell’apparizione della Beata Vergine.

Perché memoria riconoscente?

Perché quell’evento è stato un segno dell’amore di Dio per il suo popolo. Una “visita” di Dio al suo popolo. Attraverso l’apparizione di Maria Dio ha espresso la sua vicinanza alla vita dei suoi figli.

Memoria riconoscente inoltre, anche per i frutti di bene che sono seguiti a quell’apparizione. Ne è derivata anzitutto la presenza di una comunità religiosa (i Padri francescani) che da secoli ormai animano la vita religiosa di questo luogo di devozione mariana.

E, insieme, a partire da quell’apparizione ha avuto inizio il gran numero di pellegrini che per secoli hanno ininterrottamente percorso le vie che conducono a Motta e sono venuti a questo santuario per pregare, ricevere il perdono dei peccati, trovare conforto e grazia dalla Vergine Maria, ben presto chiamata “Madonna dei miracoli”.

E veramente in questi cinque secoli Maria si è confermata “Vergine dei miracoli”. Miracoli di guarigione interiore, miracoli di conversioni, miracoli anche di guarigioni fisiche, come testimoniano i molti ex voto che arricchiscono questo luogo.

Rendiamo davvero grazie per il dono di questo luogo di incontro con Maria e, attraverso Maria, di incontro con la bontà misericordiosa del Signore.

2) Ma un anno giubilare non si limita a farci volgere lo sguardo al passato. È anche un’occasione per riflettere e per riscoprire il valore attuale di quell’evento e di quei frutti che abbiamo ricordato.

È ancora attuale il valore di quell’apparizione?

Sì, certamente. Basta pensare alla grande e positiva accoglienza che ha avuto nelle nostre parrocchie la Peregrinatio Mariae, in preparazione al Giubileo. Basta vedere il numero di pellegrinaggi che continuano a giungere a questo santuario.

Quell’evento continua a mettere in movimento (esteriore e interiore) tante persone e tanti gruppi. Continua a suscitare conversione e rinnovata adesione a Gesù Cristo e al suo vangelo.

Perché questa permanente validità?

Perché Maria continua ad essere un segno della bontà di Dio per noi: “segno di consolazione e di sicura speranza“.

Perché continua a guidarci verso Gesù:

  • anzitutto con il suo esempio
    • l’esempio con cui ha saputo ascoltare e meditare la Parola di Dio
    • l’esempio con cui si è affidata fiduciosamente alla sua volontà: “Eccomi!. Si compia in me la tua parola!”
    • l’esempio con cui è rimasta accanto a Gesù anche nel momento della prova.

«Beata colei che ha creduto al compimento delle parole del Signore!”

  • e poi Maria continua a guidarci verso Gesù con il suo l’insegnamento, che può riassumersi nelle parole che disse a Cana di Galilea e continua a dire a noi: “Fate quello che egli vi dirà!”.

3) Ricordiamo dunque con gioiosa riconoscenza l’apparizione di Maria. Ci lasciamo illuminare e guidare a Gesù dal suo esempio e dal suo insegnamento.

Ma desidero sottolineare anche un terzo aspetto: chiediamo con fiducia la sua intercessione: “Prega per noi!”

In questo Giubileo noi facciamo particolarmente conto dell’intercessione materna di Maria: per ognuno di noi; per le nostre famiglie; per i ragazzi e i giovani; per tutti i sofferenti nel corpo o nello spirito; per gli anziani; per chi è colpito dalla crisi economica in atto… Un grazia da chiedere in particolare durante quest’anno giubilare è il dono di numerose e sante vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata.

Maria ci è stata consegnata da Gesù come Madre. Proprio per questo ci accompagna e ci sostiene con la sua materna preghiera. Non dobbiamo aver riguardo a chiederle che interceda per noi: «Prega per noi peccatori… Prega per noi, santa Madre di Dio! E saremo fatti degni delle promesse di Cristo». Saremo fatti degni di tutte le promesse di Cristo, ma specialmente di quella che riguarda l’esito ultimo della nostra vita: la promessa della vita eterna.

Diciamo allora con fede: «Prega per noi, santa Madre di Dio! E saremo fatti degni della promessa che Gesù ci ha fatto di poter partecipare un giorno alla gioia eterna nel cielo».

Corrado Pizziolo, vescovo

 

10 Giugno 2010