Celebrazione eucaristica nella festa di tutti i Santi

Omelia nella festa di tutti i Santi

Cattedrale di Vittorio Veneto, sabato 1 novembre 2008

Rallegriamoci tutti nel Signore in questa solennità di tutti i Santi: con noi gioiscano gli angeli e lodano il Figlio di Dio.

Giorno di festa e di gioia: celebriamo il compimento delle promesse di Dio.

Chi potrà salire il monte del Signore? Chi potrà stare nel suo luogo santo? Sono le domande che abbiamo ripetuto pregando con il Salmo responsoriale.

    Il senso di queste domande spesso è, oggi, ancora più radicale: C’è qualcuno che sarà in grado di salire il monte del Signore? C’è realmente qualcuno che potrà stare nel suo luogo santo?

La nostra esistenza incontrerà davvero quel compimento verso cui anela? Troverà realmente esaudimento quel desiderio di felicità piena e duratura che ogni uomo e donna di questo mondo si porta nel cuore?

    La risposta che ci viene dalla solennità di tutti i Santi è un chiaro e deciso “sì”.

Noi facciamo festa, oggi, ricordando i Santi proprio perché questa memoria liturgica è la risposta positiva a quelle domande: Sì! Dio darà compimento al desiderio di gioia e di felicità che portiamo nel profondo del nostro cuore!

Fissando il nostro sguardo su questi nostri fratelli e sorelle che noi chiamiamo i “Santi”, noi riceviamo questa risposta: Dio mantiene la sua promessa.

  • Chi ha mani innocenti e cuore puro, chi non si rivolge agli idoli”, costui potrà realmente salire il monte del Signore; costui potrà davvero stare nel suo luogo santo.
  • Colui che vive nello spirito delle Beatitudini (…), costui sperimenterà che grande sarà la sua ricompensa nei cieli: Dio gli darà vita, gioia, consolazione, felicità eterna.

Leggeremo tra poco nel Prefazio: «Oggi ci dai la gioia di contemplare la città dei cielo, la santa Gerusalemme che è nostra madre, dove l’assemblea festosa dei nostri fratelli glorifica in eterno il tuo nome».

Se ci pensiamo, la festa di tutti i Santi, presenta davanti agli occhi della nostra fede («ci dà la gioia di contemplare») non solo un singolo, ma un duplice compimento.

Ci mostra anzitutto che è possibile dare compimento, nella propria vita, al vangelo di Gesù… è possibile, cioè, vivere e amare come lui. Il vangelo di Gesù… il Vangelo delle beatitudini può dunque trovare compimento nella nostra vita… Non è un sogno irrealizzabile, come a volte ci capita di pensare. Tanti nostri fratelli e sorelle hanno realmente vissuto questo compimento, impostando tutta la loro vita secondo le parole e l’esempio di Gesù. Si sono lasciati guidare dallo Spirito Santo e lo Spirito li ha conformati a Gesù.

Ma la festa dei Santi ci dà la gioia di contemplare – come abbiamo accennato poco fa – anche un secondo compimento: il compimento della promessa rivolta a chi crede nel vangelo di Gesù e si impegna a viverlo e a metterlo in pratica. Costui farà parte della festosa assemblea di fratelli che glorificherà in eterno il nome del Signore.

Dichiarandoli ufficialmente “beati” e “santi”, la Chiesa si è impegnata solennemente ad affermare che la loro vita terrena è stata conforme al Vangelo di Gesù. Proprio per questo essi partecipano alla stessa sorte di Gesù, la vita eterna con Dio, godendo già ora della felicità senza fine (= il Paradiso).

    «Dio ce li ha dati come amici e modelli di vita», afferma ancora la preghiera del Prefazio.

Ne abbiamo bisogno?

Certo. E la devozione così diffusa verso i Santi ce la conferma.

Abbiamo bisogno di loro come modelli di vita nel senso di renderci conto che è realmente possibile seguire Gesù… e per avere degli esempi concreti per capire come possiamo farlo anche noi.

Ma abbiamo bisogno di loro anche come amici, cioè come fratelli e sorelle che ci incoraggino e sostengano il nostro passo «in direzione di quella patria comune verso la quale noi, pellegrini sulla terra, affrettiamo nella speranza il nostro cammino».

Rallegriamoci dunque tutti nel Signore in questa solennità di tutti i Santi. E invochiamo la loro intercessione perché anche noi possiamo seguirli nella via della santità che essi hanno percorso.

Corrado Pizziolo, vescovo

26 Gennaio 2009