Chiesa Cattedrale di Vittorio Veneto, 26 gennaio 2008
Carissimi fratelli e sorelle,
abbiamo vissuto una celebrazione liturgica moto ricca e intensa, di cui voglio ringraziare anzitutto il Vescovo di Treviso, mons. Andrea Bruno Mazzocato, che ha accettato – com’era mio desiderio – di fare da consacrante principale. Assieme a lui voglio ringraziare tutti coloro che hanno dato il loro contributo per la preparazione e la buona riuscita di questo evento sacramentale. Per evitare un elenco eccessivamente lungo e per non dimenticare qualcuno, mi permetto di ringraziare, per tutti, due persone: d. Adriano Dall’Asta di Vittorio Veneto e d. Giuliano Brugnotto di Treviso. Attraverso di loro intendo esprimere a tutti gli altri la mia sincera riconoscenza.
Questa celebrazione ha certamente rinforzato il nostro rapporto di fede nel Signore e nella presenza del suo Santo Spirito.
Ma proprio grazie all’azione di questo Spirito, essa ha anche stabilito nuove relazioni di fraternità tra di noi:
– tra me e i confratelli Vescovi, a cui mi unisce da oggi un legame sacramentale;
– tra me e voi, cristiani della diocesi di Vittorio Veneto, che il Signore mi ha consegnato come nuova famiglia di fratelli e sorelle di cui essere pastore;
– tra me e i cristiani della diocesi di Treviso, tra i quali e grazie ai quali è nata e hanno preso forma la mia fede e il mio ministero e che ora mi hanno accompagnato e – per così dire – mi affidano alla diocesi sorella di Vittorio Veneto.
Ciò che abbiamo celebrato non è una semplice cerimonia dimostrativa: abbiamo invocato e accolto il dono dello Spirito Santo che ha originato una relazione nuova che da oggi segna non soltanto la mia vita, ma ogni relazione che, d’ora in avanti, vivremo in questa nostra diocesi.
Quanto abbiamo vissuto oggi non deve essere dimenticato troppo in fretta: è il fondamento che non deve passare.
Non è certo un fondamento visibile, e tuttavia è il più importante. Questo fondamento, che è lo Spirito del Signore, tiene in vita e in cammino la Chiesa. Su questo fondamento spirituale e a partire da esso noi – insieme – procederemo nella sequela del Signore Gesù e del suo vangelo.
Non mancheranno sicuramente difficoltà, tensioni, prove, sia nella vita diocesana che in quella delle singole comunità e delle persone. Saremmo degli ingenui o dei presuntuosi se pensassimo di rimanerne esenti. E tuttavia se crederemo davvero alla presenza viva di Gesù in mezzo a noi e all’azione fedele e forte del suo Spirito, non ci lasceremo vincere dal timore e dallo smarrimento.
“Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”. È questa la promessa di Gesù, che lo Spirito ci fa a comprendere e nella quale ci aiuta a credere e a sperare.
In questa promessa hanno creduto e sperato tante generazioni di cristiani di questa terra, dando, ognuno, il proprio contributo al formarsi della tradizione di fede e di santità che nobilita la diocesi di Vittorio Veneto.
Di questa grande e bella tradizione cercheremo, con l’aiuto del Signore, di essere degni continuatori, in un tempo nuovo che chiede risposte nuove e fedeli nello stesso tempo.
Ci accompagnino e ci sostengano con la loro intercessione la beata Vergine Maria, S. Tiziano e tutti i santi e beati di questa nostra terra.
Permettete, infine, un parola di ringraziamento a tutti voi che siete stati presenti oggi.
Anzitutto ai miei confratelli Vescovi, di cui voglio ricordare in particolare alcuni: mons. Paolo Magnani che è stato per 15 anni il mio vescovo e che mi ha chiamato ad essere suo stretto collaboratore; mons. Eugenio Ravignani e mons. Giuseppe Zenti, miei predecessori nella sede vescovile di Vittorio Veneto; mons. Alfredo Magarotto, anch’egli Vescovo di questa diocesi, che ha generosamente accettato l’incarico di tornare a guidarla durante il periodo di sede vacante.
Un grazie sincero a tutte le autorità civili e militari, che incontrerò anche fra poco, finita la celebrazione.
Un grazie a tutti voi della diocesi di Treviso, dai miei familiari a tutti coloro (sacerdoti, diaconi, religiosi e laici) che ho conosciuto nel mio servizio sacerdotale. Avervi vicini in questo momento mi è di grande conforto: mi permette di sentire lo spirito fraterno che caratterizza la vita della comunità ecclesiale.
Grazie, infine, a tutti voi della diocesi di Vittorio. So che in questi due mesi avete pregato con insistenza per me e per il mio ministero. Chiedo al Signore che questo legame di fede e di preghiera possa continuare e portare frutti buoni per la nostra Chiesa. Ci accompagnino e ci sostengano nel nostro nuovo cammino, con la loro intercessione, la beata Vergine Maria, S. Tiziano e tutti i santi e beati di questa nostra terra.
Corrado Pizziolo, vescovo
vescovo di Vittorio Veneto
(N.d.R.: testo consegnato alla stampa in data 25/1; può differire in parte dalle parole pronunciate durante la celebrazione)
