«Lo scopo di questo mio intervento non è tanto di darvi insegnamenti, quanto piuttosto di condividere con voi alcune preoccupazioni che sono presenti nel mio animo e anche la percezione di alcune che mi appaiono oggi più urgenti nel nostro territorio». Con questa intenzione il vescovo Corrado ha iniziato una serie di incontri con gli amministratori pubblici della nostra diocesi.
Anche il Vescovo ha delle preoccupazioni riguardanti alcune situazioni sociali difficili che sta vivendo la gente. La vita religiosa delle persone è strettamente intrecciata con la vita materiale e il Vescovo, pastore sul piano religioso, non può prescindere da quanto le persone stanno vivendo in concreto. Per questo sente il bisogno di confrontarsi con gli amministratori pubblici, per capire meglio e per dare un contributo per superare le difficoltà.
La scorsa settimana ha incontrato gli amministratori a Oderzo e a Sacile, rispettivamente mercoledì e giovedì. Questa settimana ha continuato con Vittorio Veneto (martedì) e Conegliano (giovedì) e terminerà la prossima con Pieve di Soligo (mercoledì) e Mel (giovedì). Nei tre primi incontri la partecipazione è stata buona: a Oderzo erano presenti una quarantina di persone, a Sacile una trentina e a Vittorio una quarantina. Dopo l’intervento del Vescovo, si è lasciato ampio spazio al colloquio per permettere lo scambio di riflessioni e di proposte.
I punti che il Vescovo ha individuato come urgenze del momento sono stati cinque.
La crisi economica
Monsignor Pizziolo condivide l’opinione del presidente della Repubblica che l’ha definita, nel discorso di fine d’anno, “sconvolgente, pesante, senza precedenti”. Il pericolo è che «prevalga la legge del si salvi chi può», scaricando così il peso sui più deboli. È necess ario ravvivare la «rete di solidarietà», fortemente radicata nel nostro territorio e ancor oggi presente, «contro il reale pericolo di una disgregazione del tessuto sociale e il rischio altrettanto reale di una crescita dell’individualismo e dell’indifferenza». Una particolare attenzione deve essere riservata alla crisi nel settore del lavoro che colpisce direttamente la vita di tante famiglie.
Il perseguimento del bene comune
Resta l’obiettivo fondamentale della vita sociale e quindi dell’impegno di un amministratore. Oggi è reso particolarmente difficile per «la complessità della situazione» e per il «moltiplicarsi degli interessi settoriali», che non consentono di individuare dove sta il bene comune. Solo una forte motivazione etica permette all’amministratore di non perdere di vista questo obiettivo, senza il quale la stessa democrazia verrebbe meno e la società stessa «diventerebbe un’associazione a delinquere».
Emergenza educativa dei giovani
«Si tratta della difficoltà a trasmettere alle nuove generazioni quei valori che sembrano assolutamente indispensabili per affrontare la vita con responsabilità e speranza». Scuola, famiglia, Chiesa si sentono quasi impotenti per questo compito, ma non bisogna cedere. Il Vescovo ricorda la recente esortazione del Papa «a dedicarsi seriamente ai giovani, a non lasciarli in balìa di se stessi ed esposti alla scuola di “cattivi maestri”, ma a impegnarli in iniziative serie, che permettano loro di comprendere il valore della vita in una stabile famiglia fondata sul matrimonio».
Gli immigrati
Sono ormai più di 30 mila in diocesi, «una presenza che genera varie e diverse reazioni». L’impegno della Chiesa è per l’accoglienza, ma non indiscriminata, cioè che «non comporti anche l a richiesta rivolta agli immigrati di rispettare le leggi e la tradizione culturale nel nostro Paese». Un dovere particolare della Chiesa riguarda l’accoglienza degli immigrati cattolici.
Le scuole materne parrocchiali
Nel Veneto sono frequentate dal 75% dei bambini. Da alcuni anni soffrono di «una cronica carenza di risorse economiche, dovuta a contributi pubblici che dal 2001 si sono progressivamente ridotti». La situazione è diventata insostenibile. Gli amministratori comunali dovrebbero essere «i più interessati difensori della sopravvivenza delle scuole materne parrocchiali», perciò il Vescovo chiede di «continuare a sostenerle, magari prioritariamente ad altre scelte». GpM
don Giampiero Moret
(da L’Azione, n. 4 del 25/01/2009)
