Carissimi fratelli e sorelle,
desidero raggiungervi nelle vostre famiglie e nelle vostre parrocchie per rivolgere a ciascuno di voi il mio più sincero augurio di una Santa Pasqua.
L’annuncio festoso della risurrezione del Signore Gesù che risuona nella liturgia di questi giorni santi porti luce, speranza e gioia nella vostra vita, nelle situazioni concrete che ognuno di voi sta attraversando.
“La luce del Cristo che risorge glorioso disperda le tenebre del cuore e dello spirito”. Non è raro che il nostro spirito e il nostro cuore attraversino momenti di buio e di confusione. Penso a chi è provato dalla perdita di una persona cara; a coloro che si trovano sul Calvario del dolore, inchiodati al legno della malattia del corpo o dell’anima. Penso a quanti vivono le difficoltà legate alla crisi economica e alla mancanza del lavoro; a chi, per i motivi più diversi, sta attraversando una situazione di prova e di sofferenza, ma anche a chi vive la situazione di lontananza da Dio, cioè di peccato
Le parole della liturgia pasquale aprano i nostri cuori alla speranza: “Non abbiate paura. Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto!”. Sono parole che ci comunicano questo messaggio: “Non abbiate paura: Dio, nostro Padre, non abbandona mai i suoi figli. La Pasqua di Gesù ne è la conferma più eloquente”.
Celebrare la Pasqua di Gesù significa dunque accogliere, vivere e testimoniare questa certezza: l’amore fedele di Dio è più forte di ogni nostra esperienza di male e anche di morte. Significa ribadire la nostra fiducia in Gesù, il quale “morendo ha distrutto la morte e risorgendo ha ridato a noi la vita”.
Auguro a tutti, di vero cuore, di sperimentare, in questi giorni, la potenza di amore e di vita che provengono dal Signore risorto. Rinnovati interiormente dal suo perdono e dall’incontro eucaristico con Lui, possiate comunicare questa novità di vita a quanti attendono un segno di speranza e di conforto.
Invoco su di voi il dono dello Spirito e l’intercessione della Beata Vergine perché vi concedano di vivere in questo modo la Pasqua del Signore.
Corrado Pizziolo, vescovo
