5 febbraio 2014
Siamo al quarto anno scolastico alla “Nazareth School” di Olepolos! L’8 gennaio si sono aperti nuovamente i cancelli per accogliere quasi un centinaio di bambini nella nostra nuova scuola!
È sempre una festa vederli arrivare con il sorriso in volto e con il loro zainetto sulle spalle. Quello zaino è vuoto: non ci sono giochini, non ci sono merendine, ma tanta speranza e tanti sogni!
È una speranza che anche noi condividiamo; abbracciando con loro la povertà siamo impegnate a percorrere assieme la strada della promozione umana e cristiana.
Ma quanto è penoso, talvolta, farsi carico di tutte le loro situazioni!
Da noi arrivano i “preferiti” di Padre Luigi: quasi nella totalità accogliamo i più poveri tra i poveri! E lo capiamo bene ogni fine settimana, quando facciamo visita alle famiglie, assieme al Gruppo della “S. Vincenzo”, da quali situazioni familiari vengono i nostri piccoli allievi!
Ad un giovane papà con lavoro precario e tre figlie, è morta improvvisamente la moglie: la figlia più grande, di 10 anni è stata violentata; ora è seguita dal Centro aiuto della parrocchia e i due più piccoli, per assicurare un ambiente protetto, un piatto caldo e un po’ di serenità, sono nella nostra scuola.
Una giovane coppia, con un bimbo di 9 anni, Musa, Ester di due e mezzo e l’ultimo, Joseph di 1 anno, ha qualche lavoro saltuario. Musa non è mai andato a scuola e quando andiamo a trovarli, lui si nasconde sempre. Quest’anno i genitori hanno provato a mandarlo alla Scuola statale, 30 minuti di cammino sui nostri sentieri, ma lui non ha mai messo piede in aula. Si nascondeva o rimaneva fuori del cancello, perché si vergognava. Abbiamo pensato di accoglierlo noi fra i più grandi e, miracolo!!! La serenità e l’amore dell’ambiente l’hanno “sciolto”! Ora sorride e, come per ricambiare quello che sta ricevendo, è attento ai più piccoli, li aiuta nel gioco, si sente il fratello maggiore di tutti.
Un altro caso dolorosissimo: una quindicenne, con handicap mentale e fisico, ha partorito il giorno di Natale. Quando è nata Promise, il fratello della partoriente se n’è andato di casa così la nonna, ora è mamma due volte! Promise è un vero miracolo, bella e apparentemente perfetta, ma i medici non possono ancora capire se ha lesioni al cervello. La ragazza non si rende conto di quello che è successo e ha bisogno di essere sostenuta.
Questi sono i nostri “ gioielli”! Aiutare mamme e bambini, a crescere entrambi e considerarli sempre un “dono della Provvidenza”, per i quali e a favore dei quali il nostro carisma, e prima ancora il messaggio dell’amore lasciato da Gesù, mette radici in ogni angolo della terra.
Rimaniamo sempre sorprese di come, pur nello squallore e nella miseria, fiorisca nelle mamme il desiderio e la forza di sperare per i propri figli un futuro migliore! Si sottopongono a qualsiasi sacrificio pur di dare un’educazione alle loro creature. Vengono alla scuola disposte a contribuire con un pacco di farina, un sacchetto di riso o di mais, impegnate a tagliare l’erba nel campo da gioco. Una mamma ha venduto il televisore per poter pagare i primi tre mesi di scuola e non accetta sconti! Emerge la dignità e la comprensione del valore educativo.
Ringraziamo il Signore!
suor Carla, Figlie di San Giuseppe
