Omelia
A suo modo, questa Chiesa Cattedrale è una casa. Lo è in quanto accoglie persone che, insieme, sanno di trovare qui “scorte di tenerezza” e rinnovare “sogni” che scaturiscono, come acqua di sorgente, dal monte sul quale è elevata la croce gloriosa del Signore Gesù Cristo.
Non siamo solo in una casa. Siamo casa: «edificati in Cristo per diventare dimora di Dio per mezzo dello Spirito (Ef 2,22)».
La Chiesa Cattedrale, questa casa, è segno di ciò che siamo, per la fede e il battesimo. È segno del nostro essere comunità fatta di tante comunità inviate lungo le strade che da questa casa partono e che a questa casa portano. Strade che portano, nella speranza, alla pienezza di Cristo, già raggiunta dalla Beata Vergine Maria, alla cui assunzione al cielo questa casa è dedicata. All’intercessione della Vergine Maria, la Madre che indica la Via, affidiamo il cammino delle nostre parrocchie e degli organismi di partecipazione.
In questa casa, in questa Chiesa Cattedrale, nel momento in cui celebriamo la sua dedicazione, ricordo l’impegno al quale ho invitato la nostra diocesi nel tempo che sta davanti a noi: vivere e aiutare a vivere la comunità parrocchiale come casa ospitale, capace di accogliere e offrire una sosta, fosse anche solo per qualche momento, a chi è affaticato e oppresso, nella speranza che in questa sosta ci sia la possibilità di incontrare Gesù, mite e umile di cuore, l’unico capace di dare vero ristoro e offrire autentica consolazione, in questa vita e oltre questa vita, nell’eternità (dalla Lettera pastorale)
Quello che vivremo tra poco, la consegna delle Linee guida per il rinnovo degli organismi di partecipazione, è un modo, uno dei tanti ma non il meno importante, con il quale intendiamo dar corpo a questo impegno.
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Consegna delle Linee guida per il rinnovo degli organismi di partecipazione ecclesiale
Prima di ogni altra cosa, ringrazio chi durante la calda estate si è preso la briga di partecipare con me alla stesura delle Linee guida, dello Statuto e del Regolamento dei consigli pastorali parrocchiali, del Regolamento del consiglio parrocchiale per gli affari economici. Ringrazio il Vicario Generale e per il Coordinamento per le Attività Pastorali, il Consiglio Episcopale, l’Équipe sinodale, i presbiteri che hanno partecipato all’incontro del 7 settembre, la Tipografia Tipse.
Questo momento della vita delle parrocchie si inserisce in un cammino che nella nostra diocesi parte da lontano, dagli anni appena successivi al Concilio Ecumenico Vaticano II. A poco più di sessant’anni dal Concilio stiamo raccogliendo i frutti di quella “Pentecoste “(così papa Giovanni XXIII lo ha definito). I cammini sinodali, a livello di tutta la Chiesa e nella Chiesa italiana ci hanno dato chiare indicazioni di metodo e di stile.
Non entro ora nei contenuti delle Linee guida. Assieme allo Statuto e ai Regolamenti potrete leggere alcune note sul senso del “consiglio” nella Chiesa, sul senso del discernimento e sulla “conversazione nello Spirito”. Gli articoli dello Statuto e del Regolamento – che hanno, e non possono non avere, un tono e un linguaggio piuttosto “giuridico” – intendono aiutare a tradurre in azioni concrete lo stile ecclesiale, sinodale, missionario che non può non essere quello delle nostre comunità, a tutti i livelli, se vogliono essere comunità cristiane.
Non c’è da stupirsi se chi prenderà in mano le Linee guida noterà una distanza, in molti casi, fra ciò che è scritto e la realtà effettiva di alcune comunità parrocchiali. Conosco le obiezioni: non si trovano persone disposte a partecipare ai vari consigli … i membri dei consigli sono sempre gli stessi e non lasciano spazio a nuove persone e, in particolare, ai giovani … i giovani non sono interessati a far parte dei consigli … alcuni parroci fanno quello che vogliono senza tener conto dei consigli … alcuni consigli non sono consapevoli dei compiti e delle responsabilità del parroco … il vescovo ha tante idee, alcune forse anche belle, ma non ha esperienza della concretezza della vita delle parrocchie … e così via.
Non mi stupiscono le obiezioni, le fatiche che esprimono, il senso di disagio di fronte alla distanza fra le cose come sono e le cose come dovrebbero essere, ma è proprio per questo che siamo qui: per dare il nostro piccolo o grande contributo per migliorare la situazione e per fare in modo che, per quanto dipende da noi, la Chiesa di Dio che è in Vittorio Veneto sia effettivamente Chiesa di Dio, sia un popolo fedele alla sua vocazione e alla sua missione.
Verso la fine dell’enciclica Magnifica humanitas c’è, curiosamente, una citazione tratta dal Signore degli anelli di J.R.R. Tolkien: «Non tocca a noi dominare tutte le maree del mondo; il nostro compito è di fare il possibile per la salvezza degli anni nei quali viviamo, sradicando il male dai campi che conosciamo, al fine di lasciare a coloro che verranno dopo terra sana e pulita da coltivare» (n. 213). Questo vale anche, nel nostro piccolo, per la Chiesa di Dio che è in Vittorio Veneto.
Con questi pensieri consegno le Linee guida e avvio il percorso che porterà alla costituzione dei nuovi organismi di partecipazione. Affido a voi le Linee guida e, con una convinzione ancora più forte, se possibile, affido a Dio la Chiesa che è il Vittorio Veneto. Perché sia chiaro: non è la Chiesa del vescovo, né dei preti, né dei religiosi, né dei laici, né dei consigli pastorali. È la Chiesa di Dio.
