Omelia tenuta durante la S. Messa celebrata nella Solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria

Chiesa Cattedrale, venerdì 15 agosto 2025

Non sono poche le Chiese Cattedrali dedicate all’Assunzione della Beata Vergine Maria. Solo in Italia ce ne sono ben sessantaquattro (fonte: Wikipedia).

È difficile conoscere oggi quali siano state le ragioni della dedicazione anche della nostra Cattedrale a Maria Assunta. Ho letto che una piccola chiesa dedicata a S. Maria Assunta esisteva qui prima della traslazione del Corpo di San Tiziano da Oderzo a Ceneda (fine sec. VII o inizio sec. VIII).

Quali che siano le ragioni storiche di questa scelta, è certo è che non si tratta di una scelta priva di significato. Mettere in rapporto Maria Assunta con la Chiesa principale della diocesi, intesa come edificio, ci permette infatti di comprendere meglio il rapporto la Chiesa, intesa come popolo di Dio, e la Beata Vergine Maria.

Ci viene in aiuto dell’insegnamento sulla Vergine Maria offerto dal Concilio Ecumenico Vaticano II. A sessant’anni dalla conclusione del Concilio può essere utile riprendere alcuni passaggi dell’ottavo capitolo della costituzione dogmatica sulla chiesa, intitolato «La Beata Maria Vergine Madre di Dio nel mistero di Cristo e della Chiesa».

La prima parte del capitolo ripercorre la presenza della Vergine Maria nella storia (nella “economia”) della salvezza: nell’Antico Testamento, nell’annunciazione, nell’infanzia di Gesù, nella vita pubblica di Gesù, nel tempo successivo all’ascensione di Gesù al cielo.

A proposito di quest’ultimo passaggio, il Concilio insegna:

  1. 59: Essendo piaciuto a Dio di non manifestare apertamente il mistero della salvezza umana prima di effondere lo Spirito promesso da Cristo, vediamo gli apostoli prima del giorno della Pentecoste «perseveranti d’un sol cuore nella preghiera con le donne e Maria madre di Gesù e i suoi fratelli» (At 1,14); e vediamo anche Maria implorare con le sue preghiere il dono dello Spirito che all’annunciazione, l’aveva presa sotto la sua ombra. Infine la Vergine immacolata, preservata immune da ogni macchia di colpa originale, finito il corso della sua vita terrena, fu assunta alla celeste gloria in anima e corpo e dal Signore esaltata quale regina dell’universo per essere così più pienamente conforme al figlio suo, Signore dei signori (cfr. Ap 19,16) e vincitore del peccato e della morte.

Poco più avanti leggiamo, sempre nello stesso documento:

  1. 68. La madre di Gesù, come in cielo, in cui è già glorificata nel corpo e nell’anima, costituisce l’immagine e l’inizio della Chiesa che dovrà avere il suo compimento nell’età futura, così sulla terra brilla ora innanzi al peregrinante popolo di Dio quale segno di sicura speranza e di consolazione, fino a quando non verrà il giorno del Signore (cfr. 2 Pt 3,10).

Noi siamo un popolo di pellegrini, “pellegrini di speranza”. Maria è segno del fatto che questa speranza è ben fondata, perché è radicata in Gesù, suo Figlio.

In questo pellegrinaggio siamo chiamati a “camminare insieme”. È ciò che intendiamo quando parliamo di Chiesa “sinodale”.

Ce lo ricorda il Documento che ci è stato donato dai membri dell’Assemblea del Sinodo che si è conclusa l’anno scorso, nell’ottobre 2024, documento fatto proprio da Papa Francesco, al quale Papa Leone XIV ci chiede di fare riferimento nei prossimi anni. Si legge in quel documento:

Nella Vergine Maria «Madre di Cristo, della Chiesa e dell’umanità, vediamo risplendere in piena luce i tratti di una Chiesa sinodale, missionaria e misericordiosa. Ella è infatti la figura della Chiesa che ascolta, prega, medita, dialoga, accompagna, discerne, decide e agisce. Da Lei impariamo l’arte dell’ascolto, l’attenzione alla volontà di Dio, l’obbedienza alla Sua Parola, la capacità di cogliere il bisogno dei poveri, il coraggio di mettersi in cammino, l’amore che aiuta, il canto di lode e l’esultanza nello Spirito. Per questo, come affermava san Paolo VI, “l’azione della Chiesa nel mondo è come un prolungamento della sollecitudine di Maria” (MC 28)» (n. 29).

Grandi cose ha fatto l’Onnipotente in Maria Santissima. Grandi cose continua a fare per questo mondo inquieto e bisognoso di pace, anche attraverso di noi, cristiani di Vittorio Veneto, se accogliamo l’invito a camminare insieme, come “pellegrini di speranza”.

Vittorio Veneto
15/08/2025

15 Agosto 2025