Chiesa Cattedrale, domenica 2 novembre 2025
Non è necessario sforzarci tanto per sentirci profondamente coinvolti da quello che oggi celebriamo, dal ricordo dei morti ai quali abbiamo voluto bene
Forse è più difficile provare un sentimento simile per “tutti i fedeli defunti” o per tutti i defunti in generale. In ogni caso, sentire un certo legame con coloro che sono vissuti prima di noi fa parte della nostra cultura e della nostra sensibilità.
Chi studia le complesse vicende che hanno portato alla comparsa del genere umano sulla terra, vede nella cura per i morti il segno – o, almeno, un segno decisivo – per dire che abbiamo a che fare con una forma di cultura “umana”, e quindi con qualcosa di nuovo rispetto al modo in cui stanno al mondo gli animali non umani, anche quelli molto evoluti.
Le forme con cui gli uomini esprimono il loro legame con i morti possono essere molto diverse: se però questo legame viene meno, qualcosa di essenziale è compromesso.
Noi ora siamo qui per ricordare i nostri defunti spinti non solo dalla riconoscenza per il bene che abbiamo ricevuto da loro, dalla tristezza di non averli più fisicamente vicini, dal rammarico per non averli amati a sufficienza mentre erano con noi o da una specie di istinto culturale.
Siamo qui nella luce della fede, ossia nella luce di Gesù Cristo, il crocifisso risorto.
Questa luce risplende più chiara in questo giorno, domenica, “giorno del Signore risorto”.
È una luce che accogliamo attraverso le parole che la riflettono e la trasmettono, le parole della Sacra Scrittura.
C’è una speranza, dice il profeta Isaia.
C’è un’attesa, dice San Paolo: non solo quella degli esseri umani, ma della creazione nel suo insieme. Tutto è connesso … Cfr. Laudato si’.
C’è una strada da percorrere, dice Gesù: le opere di misericordia (le sette di misericordia “corporale” e le sette di misericordia “spirituale”).
Ora preghiamo Dio, per i vivi e per i morti
Dio non ci risparmia la morte: ci offre la possibilità di morire con Gesù, come Gesù. Questo ci basta per fidarci di lui, per chiedere l’eterno riposo per i nostri morti e per attendere con loro la risurrezione, alla fine dei tempi.
