Chiesa Cattedrale, domenica 24 maggio 2026
C’è stata una Pentecoste cinquanta giorni dopo la Risurrezione di Gesù, come racconta il libro degli Atti degli Apostoli.
C’è una Pentecoste ogni volta che una comunità di discepoli di Gesù – come siamo noi, in questo giorno di festa – riconosce in Gesù non solo una brava persona (lo è), un maestro di vita (lo è), una figura esemplare (lo è, per tanti versi), ma “il Signore”. Perché, come ha spiegato bene San Paolo, «nessuno può dire “Gesù è il Signore!”, se non sotto l’azione dello Spirito Santo». Possiamo perciò affermare che è Pentecoste ogni volta che rinnoviamo la nostra fede in Dio Padre e nel suo Figlio Gesù: questa fede è opera dello Spirito Santo, di Colui che ci guida a tutta la verità (cfr. Gv 16,13).
C’è anche una Pentecoste personale, quella alla quale voi cresimandi vi state preparando da un po’ di tempo. È la Pentecoste che si compie nel momento della Cresima. L’imposizione delle mani e l’unzione con l’olio confermeranno il dono ricevuto nel Battesimo, confermeranno il desiderio di Dio di farvi vivere come suoi figli e figlie, confermeranno il vostro desiderio di vivere da Battezzati, da cristiani (e vi dico che è realmente possibile vivere da cristiani, da persone che, seguendo Gesù, imparano da lui ad amarsi gli uni gli altri, riconoscendo il bene che è in ciascuno, anche quando è diverso dal nostro, e impegnandosi a far sì che il bene abbia la meglio sul male, che pure è presente, dentro e fuori di noi).
Mi è stato detto che durante la preparazione alla Cresima avete fatto l’esperienza del “labirinto”, percorrendo un disegno composto da strade che si intersecano, che partono dai margini e portano al centro ma non in modo lineare. In un labirinto le strade talvolta non hanno sbocco e vanno percorse all’indietro, per ritrovarsi e continuare ad andare verso il centro.
Il centro rappresenta il cuore dell’esistenza. Da questo centro occorre ripartire, cercando una via d’uscita, per tornare alla vita quotidiana.
Per andare verso il centro e per trovare l’uscita – due movimenti indispensabili – occorre superare gli ostacoli, procedere per tentativi, evitare i vicoli ciechi.
Ognuno deve compiere questo viaggio ma nessuno può pensare di farlo da solo, senza l’aiuto di un altro. Per trovare la strada giusta ci vuole un “filo d’Arianna”.
Vi auguro che questa vostra Pentecoste, la vostra cresima, vi sostenga nel desiderio di andare verso il centro – l’incontro con Dio Padre, Figlio e Spirito Santo – e di andare verso le altre persone, per portare a loro la gioia di questo incontro.
