La questione dell’accesso alle chiese

Per quanto riguarda il delicato problema dell’apertura delle chiese e dell’accesso ad esse, la “Nota” del Ministero dell’Interno del 27 marzo dichiara che non è prevista la chiusura delle chiese e prosegue dicendo: «È evidente quindi che l’apertura delle chiese non può precludere alla preghiera dei fedeli», assicurando le adeguate attenzioni per prevenire eventuali contagi. Risulta chiaro tuttavia che non è possibile avere un’autocertificazione che riguardi specificamente la visita al luogo di culto, come aveva invece chiesto la Cei: si può visitare la chiesa solo «in occasione di altri spostamenti determinati o da comprovate esigenze lavorative oppure per situazioni di necessità e a condizione che la chiesa sia situata lungo il percorso». Si tratta di un’indicazione quantomeno “strana”: la chiesa resta aperta ed è possibile andarvi a pregare, ma non si può uscire di casa per accedervi; ci si può andare solo se si esce per altri motivi. «Stupisce e addolora – afferma il Vescovo – che il fatto di andare in chiesa non possa essere considerato un motivo plausibile per auto-certificare la propria uscita di casa». L’unica possibilità per andare a pregare in chiesa resta quella di munirsi di qualcuno di questi “altri motivi”, ovviamente attuandoli concretamente.

2 Aprile 2020