Nato a Conegliano il 1° novembre 1841
Morto a Lima (Perù) il 26 settembre 1923
Memoria liturgica: 25 settembre
Figlio unico, rimasto orfano di padre all’età di nove anni, si trasferì con la madre a Padova ove proseguì gli studi. All’età di 15 anni entrò nell’Ordine dei religiosi “Camilliani” (Ministri degli Infermi di S. Camillo de Lellis). La mamma, dopo averlo affidato al noviziato dei Camilliani, certa della perseveranza del figlio, entrò nel monastero delle Visitandine, lasciando fama di donna e religiosa eccezionale.
Ordinato sacerdote, gli venne affidata la direzione dei giovani religiosi. Dopo quattro anni gli si presentò la prospettiva delle missioni africane per le quali da tempo coltivava un vivo desiderio, ma vi rinunciò per obbedienza ai suoi legittimi superiori.
Nel 1871 padre Lui venne inviato in Francia come Maestro dei novizi nella nuova Provincia religiosa, della quale diverrà pure il primo superiore provinciale. Con il suo zelo e il suo impegno, riuscì ad introdurre all’interno delle comunità la vita comune e, all’esterno, lo specifico ministero camilliano: l’assistenza corporale e spirituale agli infermi. A seguito della soppressione degli Ordini religiosi, nel 1880 venne espulso dalla Francia come straniero, ma vi ritornò clandestinamente dopo pochi mesi, riuscendo a riunire i religiosi ormai dispersi. La giovane Provincia poté in tal modo non solo resistere alla repressione, ma anche porre le basi per un suo ulteriore sviluppo.
Eletto Procuratore e Vicario generale, fece ritorno a Roma dove nel 1891 fece un incontro provvidenziale: conobbe Giuseppina Vannini (beatificata il 16 ottobre 1994). A questa giovane donna propose un progetto che aveva nel cuore da tempo: costituire un gruppo femminile consacrato a Dio per il servizio degli ammalati secondo lo spirito e il carisma di San Camillo de Lellis. Nacque così, il 2 febbraio 1892, la Congregazione delle Figlie di S. Camillo che evidenzia nel carisma camilliano quelle caratteristiche tipicamente femminili quali la tenerezza, l’accoglienza, la capacità d’ascolto e l’intuizione. Approvato dalla Santa Sede nel 1931, l’Istituto ha conosciuto una rapida e costante espansione.
All’età di 59 anni fu inviato in Perù come Visitatore per riformare la comunità camilliana di Lima, che era rimasta separata per oltre un secolo dalla sede centrale di Roma e rischiava la chiusura. Doveva essere un breve soggiorno ma la sua presenza in questa città fu ritenuta indispensabile dall’Arcivescovo e dal Delegato Apostolico Mons. Pietro Gasparri che lo definiva “uomo ispirato da Dio e provvidenziale per Lima”. Egli accolse la volontà di Dio e vi rimase per 23 anni, fino alla morte.
In questi anni si dedicò all’assistenza dei malati particolarmente poveri sia nelle case private e negli ospedali che nelle carceri. Fu confessore e direttore spirituale nel seminario dell’Arcidiocesi e di diverse Congregazioni religiose; inoltre veniva ricercato come prezioso consigliere presso la Nunziatura apostolica e la diocesi, al punto di essere appellato “l’apostolo di Lima”, oppure il “sacerdote più santo della diocesi di Lima”.
La sua salma ora riposa nella Casa generalizia delle Figlie di S. Camillo, sita in via Anagnina a Grottaferrata (Roma).
