Nato nel III secolo (?)
Morto nel III secolo (?)
Memoria liturgica: 12 luglio
Secondo il Catalogo episcopale aquileiese, Ermacora e Fortunato furono, nel terzo secolo d.C., il primo Vescovo di Aquileia e il suo diacono. Nella loro «passio» si racconta che l’apostolo Pietro, mentre si trovava a Roma, incaricò il discepolo ed evangelista Marco di diffondere la buona novella nella città di Aquileia. Dopo aver svolto la sua missione per alcuni anni, convertendo numerosi aquileiesi e formando la prima comunità cristiana del luogo, Marco desiderò far ritorno a Roma per rivedere Pietro. Egli condusse con sé Ermacora, affinché fosse consacrato vescovo da Pietro in persona. Ritornato in patria, Ermacora continuò a predicare con fervore, compiendo miracoli, battezzando, ordinando sacerdoti e diaconi, inviando missionari nelle città della regione aquileiese.
Allorché ad Aquileia si insediò il nuovo preside, Sebasto, i sacerdoti pagani gli chiesero di intervenire nei confronti di Ermacora, colpevole di sedurre il popolo con la nuova religione e di allontanarlo dai templi degli dei romani. Sebasto lo fece arrestare immediatamente e gli intimò di abiurare e di sacrificare agli dei pubblicamente. Al suo netto rifiuto, lo condannò alle consuete atroci torture; Ermacora le sopportò tanto coraggiosamente. Temendo disordini, irritato e impaurito Sebasto fece incarcerare Ermacora che, su richiesta dei presbiteri, nominò suo successore il diacono Fortunato. Sempre più impaurito dalle minacce dei suoi sacerdoti, Sebasto decise di far decapitare Ermacora insieme a Fortunato, ma volle che la condanna fosse eseguita di nascosto, in carcere e di notte, per timore di tumulti.
