Nell’edizione di marzo dell’inserto “l’Esperto risponde” del Sole 24 Ore viene affrontata la questione degli incassi con POS nelle sagre patronali. Viene ribadito che le somme percepite durante le feste patronali organizzate da parrocchie, essendo legate a celebrazioni o ricorrenze, possono essere ritenute raccolte di fondi occasionali e sono fiscalmente irrilevanti ai fini Iva e delle imposte dirette. Infatti, secondo l’art. 143, comma 3, lett. a del Tuir, non concorrono a formare il reddito imponibile i proventi raccolti durante celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione, a patto che siano occasionali (es. la festa del Santo Patrono una volta l’anno), e siano realizzate mediante offerte di modico valore o in cambio di beni/servizi.
Viene altresì specificato che le parrocchie che organizzano feste e/o sagre patronali non sono tenute all’utilizzo del registratore di cassa né alla registrazione del POS presso l’Agenzia delle Entrate, purché tali attività mantengano natura istituzionale e non commerciale ai sensi del TUIR. Non configurandosi come esercenti commerciali, le parrocchie sono esonerate dalla certificazione dei corrispettivi e dalla relativa dichiarazione per l’uso del POS.
In merito all’organizzazione di feste patronali e sagre parrocchiali, si rimanda alla guida operativa predisposta dagli Uffici diocesani.
