Convegno ecclesiale
 

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Abita la terra e vivi con fede

Testimoniamo e annunciamo l'amore di Dio per l'uomo



L'immagine del Convegno


L'immagine del Convegno diocesano 2011-12 Abita la terra e vivi con fede.
Disegno di Lucia Sorge

Abitare la terra è l'invito che Dio rivolge all'uomo, ma è anche la scelta che Egli ha fatto per se stesso in Gesù: il suo farsi uomo, il suo incarnarsi nella nostra storia dice la passione di Dio per questa nostra terra, piena di sogni, bisognosa di salvezza, anticipo del Regno. Da quando Dio si è fatto uomo, non possiamo più guardare a questo mondo e alla sua storia come a un luogo e a un tempo lontani da Lui, lasciati a se stessi, perché Dio vi è dentro, nascosto nella vita nuova che sa suscitare.

Il modo con il quale Gesù ha abitato e continua ad abitare questa terra è quello del donare la vita fino a dare tutto se stesso. È nel segno della Croce fatta di morte e di risurrezione che la vita del mondo viene rinnovata e la libertà dell'uomo diventa libertà capace di amare e di edificare giustizia e pace.

L'abitare di Dio nella nostra terra diventa oggi il soffio dello Spirito che spinge e sostiene i credenti a stare alla maniera di Cristo dentro ogni aspetto della nostra vita. Lo Spirito lavora anche negli uomini di buona volontà, coloro che consumano la propria vita operando e credendo nella vita buona, così come una autentica responsabilità per l'altro fa nascere nel cuore.


Ritroviamo queste intuizioni nel disegno, realizzato da Lucia Sorge, che accompagna il nostro convenire.

Il Padre  il volto azzurro sulla destra  abbraccia tutto il mondo: c'è un abbraccio esplicito, evidente, per la comunità al centro, chiamata ad essere annuncio e testimonianza di quella relazione d'amore che la illumina da dentro, che la crea come comunione. Ma lo stesso abbraccio si estende a tutte le altre persone, in quelle linee che partono dal volto del Padre e si dilatano nel mondo e diventano i legami che danno forma al grande albero verde.

L'albero verde è strutturato sulla Croce gialla: è l'Albero della vita, fiorito della vita buona del Vangelo e della carità. L'albero è profondamente radicato nella terra, che ben si vede nell'orizzonte che si curva; l'albero è aperto in una accoglienza senza limiti di tutti gli uomini, affidato a un futuro sperato e carico delle promesse di Dio, proteso verso gli altri e non più in attesa, sorpreso esso stesso delle parole di Vita che può dire e fare. È un albero in movimento, di crescita e di novità, felice di stare piantato in questa terra, consapevole delle fatiche e delle contraddizioni che la abitano, ma anche certo che proprio in esse la forza della Croce può manifestarsi.

Il giallo della croce rivestita della luce della Risurrezione, è il colore di quella piccola comunità al centro, che non è chiusa in se stessa. Non c'è un dentro e un fuori. C'è invece uno scambio vitale, che va e che viene, dono reciproco. Essa è lievito e sale, ha senso se rivolta verso gli altri portando il Vangelo. E gli altri sono sale e lievito per essa, capaci come sono di portare in sé cuori colore del sole, capaci di riconsegnare a quelli che già lo conoscono il Vangelo.




 
 
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