AC: Settimana degli Esercizi del Quotidiano
Esercizi spirituali del "Venite in disparte"
14:30: Incontro di formazione per i Ministri straordinari della Comunione
16:00: Vespri con Mandato ai nuovi Ministri Straordinari della Comunione
Veglia diocesana di preghiera per i missionari martiri
20:30: Introduzione all'ascolto de "La passione secondo Giovanni" di J.S. Bach
20:00: "Barabba era un brigante", meditazione di don Marco Pozza
18:00: Celebrazione "Con Maria ai piedi della croce"
14:15: Via crucis con la Comunità ucraina
Domenica delle Palme e della Passione del Signore
10:30: Solenne liturgia eucaristica, con la benedizione degli olivi
15:00: Riti pre-battesimali per i catecumeni che a Pasqua riceveranno i sacramenti
18:00: "La passione secondo Giovanni" di J.S. Bach
«Mi sono accuratamente informato, da persone presenti, sui fatti accaduti al S. Boldo.
La stampa parla di proibizione di leggere la preghiera degli alpini, di “censura” e così via.
In realtà il sacerdote celebrante (un padre Servita da poco giunto in diocesi) si era limitato a chiedere – in una celebrazione dell'Assunta in cui gli alpini erano non più del 30-40% dei presenti – la sostituzione della parola: "armi" con "animi" e della parola “contro” con “di fronte”. Questo non è stato accettato dai responsabili che hanno deciso di far leggere la preghiera all’esterno della chiesa. Mi è stato segnalato che – probabilmente per disattenzione – l’invito a lasciare la chiesa e la conseguente uscita degli alpini sono avvenuti prima della normale conclusione della S. Messa, con evidente disagio e disorientamento degli altri fedeli presenti. Ciò mi sembra molto spiacevole.
Desidero aggiungere che - volendo rispettare una tradizione lunga qualche decennio e facendo conto sul buon senso delle persone - io finora non ho emanato, nella mia diocesi, nessuna indicazione sul fatto di leggere o non leggere o come leggere la preghiera degli alpini.
Evidentemente questo fatto e la risonanza mediatica assolutamente esagerata che sta avendo, mi costringerà a intervenire per trovare, ovviamente in dialogo con gli alpini, una posizione che eviti il ripetersi di questi fatti».