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Accoglienza di alunni di altre religioni nelle scuole di ispirazione cristiana

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pubblicato martedì 7 febbraio 2006



Comunicato: Accoglienza di alunni di altre religioni nelle scuole di ispirazione cristiana

A quest'Ufficio diocesano sono giunte richieste di insegnanti e comitati di gestione su come adeguare la disciplina scolastica nel rispetto dei sentimenti religiosi di alunni non cristiani, nonché segnalazioni di scuole d'ispirazione cristiana che hanno optato per evitare il segno della croce e le preghiere.

In merito si precisa che i documenti ecclesiali considerano l'educazione impartita nella scuola cattolica una forma di evangelizzazione e che lo stesso dialogo interreligioso, abbracciato dalla Chiesa, appartiene a quest'ambito d'azione della comunità cristiana. Pertanto "le scuole cattoliche non devono rinunciare alle loro caratteristiche peculiari e al proprio progetto educativo, cristianamente orientato, quando vengono in esse accolti figli di migranti di altre religioni"[1]. È opportuno inoltre ricordare che l'esperienza religiosa è dimensione fondamentale dell'educazione integrale della persona e che, se non si può obbligare alcuno a compiere atti religiosi contrari alle proprie convinzioni di coscienza, nemmeno è possibile impedire agli alunni cattolici gesti religiosi propri della tradizione educativa della scuola d'ispirazione cristiana.

Concretamente:

  1. Nelle sale ed aule scolastiche sarà esposto quale unico simbolo religioso, in rispetto alle convinzioni prevalenti in Italia, il Crocifisso[2], il quale rappresenta l'identità comune del Paese, che alcuni declinano sul piano religioso, altri su quello culturale[3].
  2. Tutti i genitori siano informati al momento dell'iscrizione riguardo le caratteristiche ed il progetto educativo delle scuole d'ispirazione cristiana[4].
  3. Si continui nella sana abitudine di compiere gesti religiosi e di fare le preghiere ed il segno di croce[5]. Si evitino formule sincretiste di preghiera e relativismi (cioè di mettere sullo stesso piano Cristo e il Vangelo con i fondatori di altre religioni e i loro libri sacri).
  4. L'alunno che professa religione diversa dalla cattolica potrà essere presente ai momenti propri e agli spazi previsti della formazione cristiana, mantenendosi silenzioso e rispettoso.
  5. Per la partecipazione a liturgie cattoliche (S. Messa, Liturgia della Parola, Liturgia delle ore, Adorazione,...) si avvisino per tempo i genitori e agli alunni si spieghi il significato di quello che si va facendo.
  6. Si colga l'opportunità di educare al rispetto delle persone ed al dialogo[6], infatti, "le ore di religione previste dal programma, se effettuate con carattere scolastico, potrebbero liberamente servire agli alunni per conoscere una credenza diversa dalla loro"[7].
  7. Per quanto riguarda le mense scolastiche si cerchi di assecondare le esigenze alimentari degli alunni che per convinzione religiosa si sottopongano a determinate diete.


Vittorio Veneto, 14 settembre 2005
Festa dell'Esaltazione della Croce

Il Delegato vescovile

don Giuseppe Gerlin




Note

[1] PONTIFICIO CONSIGLIO DELLA PASTORALE PER I MIGRANTI E GLI ITINERANTI, Istruzione Erga migrantes caritas Christi. 3 maggio 2004, n. 62.
[2] BENEDETTO XVI, Omelia nella solennità dell'Assunta. Castel Gandolfo 15 agosto 2005, in L'Osservatore Romano 17-18 agosto 2005, p. 9.
[3] Cfr. M. OLIVETTI, L'obbligo di esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche alla luce dei principi costituzionali, in L'Amico del clero 86 (2005) 9, 472.
[4] PONTIFICIO CONSIGLIO DELLA PASTORALE PER I MIGRANTI E GLI ITINERANTI, Istruzione Erga migrantes..., n. 62.
[5] Cfr. BENEDETTO XVI, Angelus. 11 settembre 2005.
[6] Cfr. PONTIFICIO CONSIGLIO DELLA PASTORALE PER I MIGRANTI E GLI ITINERANTI, Istruzione Erga migrantes..., n. 69.
[7] Ib., n. 62.




 
 
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