Notizie della Diocesi - "Nuovi significati del lavoro. I giovani di fronte al futuro"
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"Nuovi significati del lavoro. I giovani di fronte al futuro"

(notizia del 20/04/2026)

Le Diocesi di Vittorio Veneto e di Concordia-Pordenone, attraverso un lavoro congiunto dei rispettivi Uffici per la Pastorale sociale, in prossimità della festa dei lavoratori del 1° maggio, organizzano il convegno

«Nuovi significati del lavoro. I giovani di fronte al futuro»

 

L’appuntamento è per:

mercoledì 22 aprile, dalle ore 10.00 alle ore 13.00

presso la sede di Brugnera (PN) dell’Istituto Statale di Istruzione Superiore “Sacile e Brugnera”.

 

L’iniziativa si inserisce nel solco di una consolidata tradizione di collaborazione tra le due Diocesi e l’Istituto professionale, realtà per le quali – fin dagli inizi degli anni 2000 – lo svolgimento di un convegno con cadenza pressoché biennale ha costituito un riferimento costante per affrontare i temi emergenti del mondo del lavoro. Non è quindi casuale la scelta dell’Istituto di Brugnera, quale polo scolastico orientato alla filiera dell’industria del mobile, che nella zona del Livenza trova una importante collocazione.

 

A differenza delle precedenti edizioni (l’ultima, nel 2023, aveva affrontato la questione del bilanciamento tra orario di lavoro e ritmi di vita) l’edizione del 22 aprile prossimo ha avuto una lunga preparazione e un coinvolgimento di diverse categorie sociali, già a partire dal dicembre 2025. Il tema che si intende ora affrontare riguarda infatti la percezione che i giovani hanno oggi rispetto al valore del lavoro, con l’obiettivo di confrontare il loro vissuto e la loro percezione con i valori che la Dottrina Sociale della Chiesa attribuisce all’attività umana ed economica.

 

In particolare, il lavoro previo alla realizzazione del convegno di Brugnera ha visto la somministrazione di alcuni questionari, elaborati dal sociologo dott. Paolo Tomasin, e rivolti a diverse categorie sociali: in primis gli studenti delle classi quarte e quinte dell’Istituto professionale di Brugnera, ma poi anche i loro genitori e nonni, nonché i docenti della medesima scuola e alcuni giovani lavoratori che in passato erano stati studenti presso l’Istituto.

 

Dall’esito dei questionari sono emerse quindi delle interessanti linee interpretative su come i giovani di oggi percepiscano il valore del lavoro, con significative differenze tra le diverse generazioni coinvolte nella ricerca. Proprio questi contenuti saranno a tema nel convegno del 22 aprile, con l’intento di continuare in quella sede un dialogo diretto con gli studenti che hanno partecipato ai questionari.

 

Insieme al dott. Paolo Tomasin, sarà presente a Brugnera anche il prof. Ferdinando Azzariti, docente di economia presso l’Istituto Universitario Salesiano di Mestre (IUSVE) e presidente di Salone d’Impresa. Gli ospiti saranno introdotti e moderati dal dott. Luciano Moro, direttore della Scuola Sociale della Diocesi di Vittorio Veneto e vice direttore dell’Ufficio diocesano di pastorale sociale.

 

Questo il PROGRAMMA della mattinata del 22 aprile:

  • Ore 10.00: apertura dei lavori e saluti istituzionali della Dirigente scolastica, prof.ssa Simonetta Polmonari;
  • Ore 10.15: interventi introduttivi di Don Andrea Forest, delegato vescovile per la pastorale sociale della Diocesi di Vittorio Veneto, e di Don Davide Corba, direttore dell’Ufficio per la pastorale sociale della Diocesi di Concordia-Pordenone;
  • Ore 10.30: presentazione dei dati raccolti tramite il questionario somministrato alle varie categorie sociali, a cura del dott. Paolo Tomasin;
  • Ore 11.30: relazione del prof. Ferdinando Azzariti, in dialogo con gli studenti;
  • Ore 12.30: chiusura dei lavori a cura di Don Andrea Forest e Don Davide Corba.

Un particolare ringraziamento va all’Istituto “Sacile e Brugnera”, alla Dirigente scolastica e ai docenti – in particolare i proff. Luca De Pizzol, Remo Michielin, Francesco Zanchetta, Diego Bigoni, Giovanni Luca Montana – che hanno dato la massima disponibilità e il personale coinvolgimento nella programmazione e nella realizzazione dell’iniziativa.

 

Come auspicano i vescovi italiani nel Messaggio diffuso in questi giorni in occasione della festa del lavoro del 1° maggio prossimo, ci auguriamo che anche questa iniziativa contribuisca a riscoprire il significato umano del lavoro, quale “forma di amore civile, grammatica della società, codice di comunicazione” che genera comunità. Ricordando, allo stesso tempo, che “il lavoro non può perdere la sua più vera e forte vocazione alla pace”, che va oltre il mero ed esclusivo interesse personale.


segnalato da Ufficio Stampa



 
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