18:00: Celebrazione "Con Maria ai piedi della croce"
14:15: Via crucis con la Comunità ucraina
Domenica delle Palme e della Passione del Signore
10:30: Solenne liturgia eucaristica, con la benedizione degli olivi
15:00: Riti pre-battesimali per i catecumeni che a Pasqua riceveranno i sacramenti
18:00: "La passione secondo Giovanni" di J.S. Bach
09:00: Santa Messa del Crisma
20:00: Santa Messa In Coena Domini
08:00: Celebrazione dell'Ufficio delle Letture e delle Lodi
15:00: Solenne Liturgia della Passione del Signore
20:30: Via Crucis al colle San Paolo
08:00: Celebrazione dell'Ufficio delle Letture e delle Lodi
21:00: Nella notte tra sabato e domenica, Solenne Veglia Pasquale
10:30: Santa Messa nella Solennità di Pasqua, con Benedizione Apostolica
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pubblicato lunedì 14 febbraio 2011
L'ottava Settimana sociale diocesana si è aperta con una bella serata lunedì scorso a Pieve di Soligo. Prima c'è stata la messa in duomo in ricordo del Toniolo, come si fa da qualche anno ogni 7 del mese. Questo mese la celebrazione acquistava un rilievo particolare per l'annuncio della prossima beatificazione, per cui è stata presiduta dal Vescovo con una buona partecipazione della popolazione. Poi al Careni il professor Alfredo Canavero di Milano ha tenuto una relazione sul tema dell'Unità d'Italia, argomento generale della Settimana, nella ricorrenza del 150º anniversario, di fronte a un pubblico che occupava quasi tutta l'ampia sala.
Questo primo intervento di carattere storico aveva lo scopo di mostrare come, per una serie di difficoltà, l'unificazione non è riuscita a raggiungere una vera unità. Il discorso è stato chiaro e piacevole. Le difficoltà sono state esemplificate con una serie di fatti concreti e anche curiosi come l'incapacità di comprendersi tra le varie regioni con tutti gli equivoci che ne scaturivano, la lira piemontese imposta come moneta unica che però aveva valore differente nelle varie regioni per cui passando dall'una all'altra bisognava fare il cambio; il fatto che il primo re dell'Italia unificata si chiamasse Vittorio Emanuele II perché seguiva l'ordine dinastico dei Savoia e il nuovo parlamento italiano fosse l'ottavo perché continuava la serie dei parlamenti piemontesi. C'era poi la questione del rapporto con la Chiesa e l'autoesclusione dei cattolici dalla vita politica, una politica, del resto, condotta da una ridottissima elite, dato che di fatto votava solo il 2% della popolazione. Un vero momento unificante è stata la Costituente, dove si riuscì a fondere in una buona sintesi le differenti culture politiche italiane per una efficace ricostruzione del Paese. Rimase però irrisolto lo scarto tra il nord e il sud del Paese, che ora si è acuito in seguito ai cambiamenti avvenuti nel mondo e in Europa che hanno portato a ripiegamenti localistici. Il cammino per la completa unificazione è ancora lungo, ma secondo l'oratore non è possibile tornare indietro. La serata si è conclusa con numerosi interventi dei partecipanti e puntuali risposte del professore.
(da L'Azione, n. 6 del 13/2/2011)