Notizie della Diocesi - Il messaggio del vescovo Riccardo per la Quaresima 2026
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Il messaggio del vescovo Riccardo per la Quaresima 2026

(notizia del 18/02/2026)

Il Vescovo Riccardo Battocchio alla diocesi di Vittorio Veneto
per l’inizio della Quaresima 2026

 

Poco prima di morire, nel 1226, Francesco d’Assisi dettò il testamento che si apre con queste parole: «Il Signore concesse a me, frate Francesco, d’incominciare così a far penitenza, poiché, essendo io nei peccati, mi sembrava cosa troppo amara vedere i lebbrosi; e il Signore stesso mi condusse tra loro e usai con essi misericordia».

L’incontro con i lebbrosi, con le persone messe ai margini della società del suo tempo, ha provocato nel giovane Francesco una rinnovata consapevolezza di sé e della realtà attorno a sé. La Quaresima di quest’anno, nel quale celebriamo l’ottavo centenario della morte di San Francesco, può diventare anche per noi, cristiani e cristiane della diocesi di Vittorio Veneto, l’occasione per confermare, rinnovare o ritrovare la nostra risposta all’invito di Gesù che ci chiama a seguirlo “facendo penitenza”.

“Fare penitenza” non significa assumere atteggiamenti o comportamenti autolesionistici, né rinunciare alle cose belle della vita. È aprirsi a Dio e alle creature, liberandoci da tutto quello che ci tiene chiusi in noi stessi e ci impedisce di amare, di vivere secondo giustizia e di fare il bene.

All’inizio del tempo quaresimale, che ci prepara a vivere la gioia della Pasqua, richiamo le tre classiche pratiche che dovrebbero caratterizzarlo: la preghiera, il digiuno, l’elemosina.

Solo per tentare di essere un po’ concreto, offro alcuni suggerimenti.

  1. Trovare un momento durante il giorno per dire con calma il Padre nostro, chiedendo a Dio il “pane necessario per vivere” in questi tempi tormentati: la pace nelle famiglie e tra i popoli, l’unità fra cristiani, il conforto per chi è nella solitudine e nella tribolazione (preghiera).
  2. Rinunciare, se ci sono le condizioni, a un pasto alla settimana (potrebbe essere uno dei pasti del venerdì). Oppure rinunciare, in un momento della giornata o della settimana, a un’abitudine che ci rende poco liberi o poco attenti alle persone che ci stanno intorno (digiuno).
  3. Se possibile – e mi sembra che nel nostro territorio la cosa dovrebbe essere possibile per molti cristiani – mettere a disposizione di un’iniziativa o di un’organizzazione che aiuta le persone più bisognose il 5% delle entrate personali o familiari del mese di marzo (elemosina).

Sono cose difficili da fare? Si può sempre provare. Dio non farà mancare la sua grazia per permetterci di andare al di là di quello che talvolta ci fa paura o sembra impossibile.

Ci potranno aiutare anche le iniziative diocesane, come la proposta Dammi del tu dell’Ufficio Catechistico e quella del Centro Missionario, “Un pane per amor di Dio”, con il sussidio Sappiatevi amati.

In ogni caso, partecipando alla Messa nelle cinque domeniche di Quaresima quest’anno ascolteremo cinque brani del Vangelo particolarmente efficaci. E, dopo la Domenica delle Palme e della Passione del Signore, dopo la Settimana Santa, potremo vivere il Triduo Pasquale nella gioia di chi, per la fede in Cristo, si riconosce già da ora risorto a una vita nuova.

La Vergine Maria, Madre del popolo del fedele, i nostri Santi Patroni e San Francesco d’Assisi ci accompagnino con la loro intercessione.

 

+Riccardo Battocchio

 

Vittorio Veneto, 11 febbraio 2026


(Categorie: Vescovo)segnalato da Segreteria Pastorale



 
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